La Giunta Comunale, su proposta degli Assessori Buonanno, Clemente e Piscopo, ha approvato il progetto definitivo dei lavori di riqualificazione funzionale del complesso residenziale denominato Taverna del Ferro, per un importo complessivo di circa 570.000 euro.

Il progetto prevede:

– interventi di manutenzione straordinaria delle scale A, C, E, G, ed I del complesso e dei relativi ballatoi esterni ;

– il ripristino delle parti metalliche quali ringhiere, cancellate, portoni, con la sostituzione degli elementi gravemente ammalorati;

– il rifacimento dei vani scala, mediante la spicconatura dell’intonaco e il successivo rifacimento e tinteggiatura;

–  la sostituzione degli infissi esistenti con infissi in alluminio anodizzato e vetrata termoisolante;

– il rifacimento dell’ impianto di illuminazione

– l’adeguamento dell’impianto elettrico, la sostituzione dell’impianto citofonico e l’ installazione di lampade di emergenza.

Gli interventi potranno inoltre essere realizzati anche per la scale B, D, F, H, ed L (edificio sud) utilizzando le economie di gara.

L’intervento sarà finanziato attraverso la devoluzione di quota parte del mutuo acceso presso la Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione del programma di recupero e valorizzazione del complesso edilizio di Via Taverna del Ferro, per un valore di circa di 570.000 euro. La progettualità è stata realizzata dal Servizio Edilizia Residenziale Pubblica e Nuove Centralità, dal Servizio Tecnico Patrimonio, dal Servizio Demanio e Patrimonio e dalla Napoli Servizi, coordinati dalla Direzione Operativa Area Tecnica del Comune di Napoli.

“Si tratta  – affermano gli Assessori – di un primo passo finalizzato a dare concrete risposte in termini di riqualificazione urbana, manutenzione straordinaria del nostro patrimonio immobiliare e di diritto alla casa. Ulteriori incontri, che si stanno tenendo con gli abitanti degli edifici di Taverna del Ferro, sono inoltre finalizzati ad avviare un percorso di partecipazione volto alla definizione di soluzioni progettuali condivise, che diano centralità all’area e superino il modello insediativo sin qui portato avanti”.