La creazione di un network, sulla base dei diritti e delle disponibilità di ciascuno, al fine di formare una vera e propria “cultura” della disabilità: è questo l’obiettivo principale dell’incontro che si terrà il prossimo lunedì presso la sala Nugnes del Consiglio Comunale di Napoli. Organizzato dal Tavolo di Salute Mentale della Consulta Popolare per la Salute e la Sanità della città di Napoli, l’evento sarà l’occasione per mettere a confronto le politiche attuate fino ad oggi in Campania e, soprattutto, per dialogare in modo costruttivo con gli operatori del settore al fine di colmare i ritardi degli ultimi anni.

Sono oltre 15mila, infatti, solo a Napoli, le persone affette da disturbi psichici in cura presso i servizi di salute mentale; di questi, quasi 2mila minorenni (ai quali vanno aggiunti i ragazzi che accusano patologie transitorie legate ad abuso di alcol e sostanze stupefacenti). Ai giovani affetti da disturbi dello spettro autistico, poi, non è dedicato un lavoro specifico di raccordo tra scuola, parenti e servizi; tra gli adulti va anche peggio, mancando completamente il lavoro di supporto.

Per quanto riguarda la salute mentale, nonostante l’emergenza la Regione vi attribuisce meno della metà dei fondi previsti dalla legge. La carenza è strutturale e riguarda tutti gli ambiti: all’ assenza di personale si aggiunge la chiusura anticipata dei servizi e la minore possibilità di accogliere gli ammalati. Inoltre, l’unico rimedio alle situazioni più a rischio sembra essere il ricorso al farmaco: in questo modo, i reparti si trasformano, di fatto, in “distributori” di medicine, senza predisporre piani terapeutici integrati e lasciando le famiglie sole ad affrontare le crisi e i problemi di ogni giorno.

Infine, non si può dimenticare che negli SPDC, reparti di degenza psichiatrici a porte chiuse, già insufficienti secondo i parametri abitanti/posti letto, si pratica spesso la contenzione fisica. Questo ha già provocato diverse morti.

“Ci auguriamo, con questa iniziativa, nello spirito della Consulta istituita dal Sindaco, che con la collaborazione di TUTTE le persone coinvolte si riesca a produrre un reale cambiamento alla qualità di vita di tanti cittadini”, sottolinea Sandro Riccio, segretario della Consulta.