Il prossimo 3 luglio prenderà il via la XXX° edizione delle Universiadi. Allo Stadio San Paolo è tutto pronto per la cerimonia inaugurale, manca però la cosa più importante: la mascotte. Il disegno del personaggio simbolo dei giochi sarebbe dovuto già venir fuori dal concorso indetto il 7 marzo 2018 dall’ARU2019, l’Agenzia Regionale Universiadi, scaduto, dopo una proroga, il 15 maggio scorso.

Dopo 9 mesi di gestazione, l’Agenzia non ha ancora stabilito quale dei progetti inviati dai ragazzi delle scuole medie e superiori di Napoli, è il vincitore. Perché le Universiadi 2019 sono ancora senza mascotte? Secondo il responsabile marketing ARU, la commissione non è ancora riuscita a prendere una decisione chiara, pare che in commissione ci sia un progetto favorito che incontra però le forti obiezioni di alcuni membri.

Il progetto della discordia

Quale sarà il bozzetto che fa impazzire la commissione? Un piccolo Vesuvio con un testimone in mano? Un babà che suda crema pasticcera? Un pulcinella che veste la diéz e palleggia con un’arancia come Maradona? Sta di fatto che tra poco più di 4 mesi le Universiadi 2019 prenderanno il via e l’assenza di una mascotte crea importanti problemi di marketing. Cartelloni, locandine, felpe e peluche vanno disegnati, progettati, realizzati, distribuiti e messi in vendita, e per questo c’è bisogno di tempo. Di conseguenza, al momento, non ci sono ancora introiti legati al merchandising, una cosa che, per un evento di questa portata, sembra inaccettabile.

Le Universiadi del passato

Nel 2017, per le Universiadi di Taipei, “Bruno”, l’orso dal nome italiano, era stato presentato più di un anno prima. Nel 2015, invece, quando la manifestazione si tenne in Corea del Sud, Nibiru, lo spiritello di Gwangju vide la luce con ben due anni di anticipo.
Secondo Gianluca Basile, commissario straordinario per le Universiadi di Napoli,  l’organizzazione è allo sforzo finale: «Presto – ha dichiarato poco più di una settimana fa – presenteremo mascotte e torcia per la manifestazione». Questo “presto”, probabilmente, è già tardi ma la FISU, la Federazione internazionale degli sport universitari, è ottimista.

Intanto le 17 strutture che ospiteranno le gare non sono ancora del tutto pronte, speriamo che gli oltre tremila atleti che invaderanno la città questa estate possano almeno trovare una mascotte.