A Sanremo ne abbiamo viste di ogni: dalla giacca patchwork di Claudio Bisio, agli occhiali anni ’60 di Achille Lauro, la vera rivoluzione è nel look.

Sanremo non è solo un festival di canzoni e di musica. È la rivisitazione del glamour all’italiana. Star, starlette, vip e pseudo tali si contendono le prime file e i primi posti indossando i capi più appariscenti possibili. Quest’anno, però, sarà la recessione, sarà che lo stile urban è diventato chic, i look indossati dalle “star” della musica italiana sono cambiati. Sul palco si sono alternate le vecchie glorie ai nuovi fenomeni musicali, ma tutti sembrano intonare, almeno per lo stile, lo stesso coro: W il casual.

I LOOK PIU’ STRANI: LA GONNA DELLA BERTE’

Basta smoking  e vestiti eleganti. Sul palco vince lo stile street style. L’esempio più lampante viene da “Il Volo”. I tre ragazzi, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, nonostante portino in alto la bandiera della musica italiana vecchio stile, si sono presentati sul palco dell’Ariston in modo informale nella seconda serata, l’unica cosa più casual che avrebbero potuto indossare è la tuta. E anche gli spettatori se ne accorgono. Come hanno scritto i The Jackal, vestiti così, il gruppo arrivato a dieci anni di carriera, sembra ricordare il classico trio di ragazzi un po’ sfigatelli, in cui uno è quello che rimorchia, l’altro quello che vorrebbe rimorchiare e il terzo è quello che non rimorchierà mai.

L’urban d’avanguardia , invece, è quello scelto da Patty Pravo, che si presenta al Festival accompagnata dal toy boy Briga. Per la prima serata ha scelto un completo rosso fuoco con ricami neri e dreadlocks in testa. Un mix poco convincente ma che aiuta a rendere l’immortale Patty ancora più futuristica e androgina.

Altro richiamo allo street style è quello di Ghemon, il cantante presenta la sua “Rose viola” con addosso l’irrinunciabile cappotto oversize, da quello bianco della prima serata e quello beige per il secondo ascolto della canzone.

Capitolo a parte i Boomdabash. Il gruppo pugliese sale sul palco in Dolce&Gabbana, con un look da strada aggressivo e un cantante con cresta rossa. L’insieme sembra arrivare direttamente dagli anni ’80.

Anche Loredana Bertè si fa notare. Lei, che ha fatto della provocazione, soprattutto all’Ariston, la sua firma, anche per quest’edizione non si smentisce e si presenta con abiti high low e gli ormai classici capelli blu. Inoltre, non disdegna di alzare la già gonna corta, durante la sua esibizione. Il dubbio, però, che attanaglia gli spettatori è un altro: cosa nasconde in quella borsetta che porta sempre con sé?

 SANREMO: LE POLEMICHE SUI FIORI

Sanremo è cambiato. Queste sono solo alcune prove che dimostrano lo “svecchiamento” almeno negli outfit della kermesse. Ma, per chi avesse bisogno di ulteriori prove, basta guardare il palcoscenico.

Sono spariti i fiori. La scenografia nera e bianca non ha trovato spazio per il simbolo della cittadina ligure. L’assenza di addobbi è stata notata anche dal comune che ha inviato una lettera alla Rai, in cui spiega che anche i bouquet regalati alle artiste vengono messi troppo poco in risalto.

L’unica risposta che sembra provenire dai conduttori è uno sketch di Virginia Raffaele e Claudio Bisio. L’idea degli addobbi floreali è talmente vecchia che neanche nella canzone “Ci vuole un fiore” si riesce a pronunciarne il nome. Il fiore diventa fiordo, poi filtro, a sottolineare che queste “son cose che non si usano più”.