I tabaccai di Napoli aderenti alla FIT (Federazione Italiana Tabaccai) sono sul piede di guerra. A scatenare la loro rabbia la decisione di abbassare l’aggio sui titoli di viaggio decisa unilateralmente da Giraservice, nuovamente vincitrice della gara d’appalto indetta per la commercializzazione dei biglietti.

I tabaccai, rappresentati dal Presidente Provinciale FIT di Napoli Francesco Marigliano, dopo aver constatato la totale chiusura da parte di Giraservice, hanno abbandonato per protesta il tavolo di confronto convocato dall’Assessore alle attività produttive, Enrico Panini.

Ancora caos, quindi, dopo il caso dei biglietti falsi che pure ha provocato non pochi problemi a quelli che erano gli ultimi venditori del titolo di viaggio, ivi inclusi i tabaccai.

“Un’ulteriore riduzione dell’aggio spettante ai tabaccai è del tutto inaccettabile”, attaccano dal sindacato.

Francesco Marigliano, presidente FIT Napoli (foto: FIT)

Francesco Marigliano, presidente Federazione Italiana Tabaccai della Provincia di Napoli (foto: FIT)

La posizione di Francesco Marigliano (FIT Napoli)

“Nonostante l’aggio precedente del 3,5% fosse basso e nonostante un margine di guadagno così ridotto svolgevamo lo stesso questo servizio per spirito di servizio alla cittadinanza. Ora però – spiega Francesco Marigliano – la riduzione dell’aggio al 3% finirà per gravare ulteriormente sulla già delicata situazione economica in cui versa la categoria che sconta un calo di redditività dovuto alla recrudescenza del fenomeno del contrabbando e alle limitazioni sui giochi”.

“Chiediamo un intervento istituzionale forte” dice ancora il Presidente di Napoli della federazione Italiana Tabaccai. “Altrimenti, considerato che i biglietti del trasporto pubblico devono essere da noi paganti anticipatamente, valuteremo, a conti fatti, la convenienza o meno di continuare a svolgere un servizio che a queste condizioni già molti punti vendita hanno deciso di abbandonare”.

“A questo punto – conclude Marigliano – solo un pronto ripensamento di Giraservice può scongiurare uno sciopero che porterà disagio agli utenti utenti e minori incassi per Comune e Regione”.