Probabilmente è tra le migliori e più importanti sperimentazioni che il teatro campano ci ha regalato negli ultimi anni: parliamo de “Il Teatro Cerca Casa“, l’originale kermesse ideata da Manlio Santanelli che trasforma i soggiorni in palcoscenici.

L’idea è quella di aprire le case agli attori, mettendo a disposizione l’intimità delle strutture domestiche per ospitare e completare il teatro inteso nella sua accezione più pura. La risposta, sin dal primo anno, non si è fatta attendere: mettere su un cartellone di spettacoli nei salotti dei napoletani è stato impegnativo ma per nulla impossibile.

Manlio Santanelli (foto di Cesare Abbate)

Manlio Santanelli (foto di Cesare Abbate)

Il 12 settembre in casa Santanelli (per tenere fede, del resto, al concept dell’intera rassegna) verrà presentata la VII edizione. Che resta fedele a sé stesso, ma che presenta consistenti novità. Ne abbiamo parlato con Ileana Bonadies, che con lo stesso Santanelli e Livia Coletta organizza la manifestazione.

  • Nuova edizione, siamo alla settima, possiamo parlare ormai di una kermesse solida e amata?

“Dal riscontro costante che abbiamo dal pubblico, possiamo certamente dire che la nostra rassegna è diventata nel tempo un appuntamento atteso, verso il quale c’è affezione e curiosità. Noi, in qualità di organizzatori, la strutturiamo perché sia anche solida, ma questa caratteristica è una variabile che dipende soprattutto dagli spettatori, dall’attenzione che ci continueranno a dedicare e dalla capacità nostra di proporre una offerta culturale sempre valida e attenta anche ai gusti di chi ci segue. Per cui in merito il nostro non può essere che un augurio a ché sia così a lungo”.

  • Quali saranno le novità di quest’anno?

“Come ogni anno proporremo un cartellone con nuovi spettacoli e nuovi artisti, sebbene non mancheranno anche dei felici ritorni dalla precedente stagione. In particolare, così come la scorsa edizione producemmo, insieme con l’associazione BLab, “La nota stonata. Vita breve e coerente di Luigi Tenco” scritto e diretto da Stefano Valanzuolo, con Massimo Masiello, Mariano Bellopiede al piano, e lo stesso Valanzuolo, anche stavolta abbiamo inteso “firmare” un lavoro commissionando un omaggio ad Alda Merini in occasione dell’anniversario dalla sua scomparsa che cadrà nel 2019. A portare in scena il suo mondo poetico sarà Caterina Pontrandolfo. Saranno confermati gli appuntamenti del ciclo “In verità, in verità vi dico… Incontri ravvicinati di teatro” per conoscere da vicino tutte le figure professionali del mondo teatrale, da chi ha maggiore visibilità, come gli attori, a chi lavora dietro le quinte ma il cui lavoro è fondamentale nella fase di ideazione, preparazione o messa in scena. Infine, a sorpresa, ospiteremo degli eventi unici che annunceremo di volta in volta durante l’anno”.

  • Quali gli appuntamenti di punta?

“Forse peccando di presunzione, riteniamo che tutti i nostri appuntamenti siano di punta e dunque meritevoli di essere vissuti, senza distinzione alcuna. La peculiarità della nostra rassegna, infatti, accentua la unicità di ogni replica, che non sarà mai uguale alla precedente o alla successiva. Quello che è certo, è che quando stiliamo il cartellone – operando una attenta valutazione delle proposte che vengono inviate e andando noi stessi alla ricerca di messinscene che si adattino alla nostra rassegna – cerchiamo di proporre sempre spettacoli che possano stimolare una riflessione, che possano instillare una curiosità; che, insomma, lascino qualcosa in ciascuno che così potrà andare via con un pezzettino in più di ricchezza, seppur immateriale, rispetto a quando è arrivato”.